Mea Culpa

Non amo che le rose | che non colsi. Non amo che le cose | che potevano essere e non sono | state…

Piccoli frammenti di silenzio

in cui riallacciare trame spezzate,

e meravigliarsi

di provare lo stesso brivido.

Come una fiamma apparentemente estinta,

che cova sotto le ceneri del tempo

e ciclicamente torna a bruciare.

Insano tormento

di riafferrarmi al volo

e scorgere il mio riflesso,

sempre identico.

Mea culpa.

 

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Visione

mondi-paralleli

Ci dev’essere una condizione a cui tendere.

Un salto di frequenza.

La creatività del pensiero

per salvarsi da se stessi.

“La percezione della bellezza è una specie di barometro che indica a ognuno di noi quanto siamo effettivamente vicini ad avvertire l’energia. Tutto diventa molto chiaro perché dopo aver preso coscienza dell’energia ci si accorge che è sulla stessa linea d’onda della bellezza.”

James Redfield, la Profezia di Celestino

la bevitrice d’assenzio (Degas)

Il filo mai interrotto,

il cordone mai tagliato,

nonostante il tempo,

nonostante i cambiamenti.

Un’esigenza a lungo sopita,

desiderio irrealizzabile

di trattenere parole svanite nel nulla

eppure mai cancellate,

incise come solchi nell’anima.

Pensieri come scalini

in un’eterna ascesa,

che inevitabilmente porta al ritorno.

Non fantasmi, ma semi d’inquietudine

nel mio incessante divenire.