Anitya

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“in qualche modo le parole scritte, con la loro inevitabile precisione, fanno violenza alle cose informi che si provano, alle espressioni non formulate che ci vagolano per La testa.” (Tiziano Terzani)

Sono un viandante, in mezzo ad altri viandanti.

Ognuno col proprio passo, ognuno sul proprio sentiero.

Consapevole che se la meta infondo è la stessa, le orme lasciate sulla via sono diverse per ognuno. E mi va bene così.

Le parole sono boomerang che tornano indietro e mi colpiscono, prima che io riesca ad afferrarle.

Sono prove, questi specchi che il tempo mi para davanti, concedendomi i riflessi di una me che non mi piace, che mi mette a disagio.

Mi riprometto di lasciare che i cocci di vetro diventino gocce d’acqua che scivolano via senza lasciare segni, ma solo innocua memoria di sé.

Sono un piccolo coagulo di pensieri e sensazioni in continuo divenire, senza alcuna certezza.

Mi affido ad un istinto ancestrale, senza per questo ritenerlo immutabile.

Ho solo domande, ad ognuna delle quali corrisponde l’emergere di un sentire profondo, che percepisco presente da sempre, che cerca di emergere dal brusio di una scorza esterna, sedimentata nel corso dell’illusorio tempo umano.

 E che sforzo tentare di verbalizzare l’ineffabile!

Sono consapevole che ogni parola crea un mondo, perciò è essenziale scegliere sempre quelle più adatte. Non conflittuali.

Il pensiero crea la realtà, le parole plasmano orizzonti interiori.

Possiamo scegliere di gettare ponti. Oppure innalzare mura, produrre altro rumore insopportabile, altra sensazione di disagio, di confusione, di sofferenza, di costrizione!

Non voglio più cedere a ciò che percepisco come spreco di preziosa energia vitale.

Ho bisogno di silenzio e, come tutti, di confronto accogliente, privo di barriere.

L’accettazione profonda non può produrre angoscia o frustrazione, né nel confronto con se stessi, né nel dialogo con altri da sé.

Chi non accoglie i propri limiti, chi non si prende cura di se stesso non può in alcun modo riuscire a costruire un dialogo con l’altro. A produrre arricchimento, nuova consapevolezza, connessione profonda.

anime-di-luce

In questa notte circolare,

notte di ogni tempo,

notte dell’istante perenne,

per un attimo brilla una scintilla divina,

e il pensiero partorisce risposte impermanenti attraverso di me.

mi fa sentire in pace,

al mio posto per un istante di eterno presente,

poi scompare ancora,

confondendosi col solito rumore di fondo,

talmente umano da risultare alieno.

respiro2

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